mercoledì 13 febbraio 2008

Contro il boicottaggio di Israele alla fiera del Libro di Torino

PARLAMENTARI CONTRO IL BOICOTTAGGIO DI ISRAELE
ALLA FIERA DEL LIBRO DI TORINO


A P P E L L O


Le recenti notizie di un possibile boicottaggio della Fiera del Libro di Torino - motivato dall’ospitalità non solo doverosa ma anche prestigiosa di Israele e dei migliori esponenti della sua ricchissima, innovativa e vitale letteratura contemporanea - ha gettato tutti noi firmatari prima nella costernazione e poi ha suscitato un moto di ripulsa politica, culturale e morale. Con questo doppia motivazione abbiamo allora deciso di promuovere questo appello: in quanto rappresentanti del popolo italiano bene sappiamo quanto prezioso sia lo scambio culturale e il rafforzamento dei legami politici, culturali e sociali tra i diversi popoli e le diverse culture e religioni.

Troviamo questa polemica particolarmente misera: l’Italia è un paese che ha nelle radici ebraiche una peculiare e insostituibile sorgente di vita, cultura e alimento spirituale. L’Italia è il paese di Primo Levi, di Natalia Ginzsburg, di Clara Sereni e di tanti altri cittadini italiani che hanno dimostrato con la loro opera quanto la cultura ebraica e israeliana sia ricca e feconda. Privarsene è non solo uno stupido gesto di autolesionismo ma va contro gli interessi e i valori più profondi del popolo italiano tutto. Noi firmatari chiediamo pubblicamente scusa agli autori e allo Stato d’Israele così ingiustamente offeso da questo gesto polemico e li invitiamo a venire a Torino, città tollerante, laica e aperta a tutti gli apporti e a tutte le cause e nazionalità.


- On. Umberto Ranieri
- On. Margherita Boniver
- On. Sergio Mattarella
- On. Pietro Marcenaro
- On. Guido Crosetto

- On. Bruno Mellano
- On. Antonio Misiani
- On. Alessandro Forlani
- On. Arnold Cassola
- On. Marco Fedi
- On. Massimo Vannucci
- On. Antonio Razzi
- On. Luana Zanella
- On. Marco Filippeschi
- On. Claudio Azzolini
- On. Rino Piscitello
- On. Maino Marchi
- On. Giuseppe Ossario
- On. Benedetto Della Vedeva
- On. Pina Fasciani
- On. Olga d’Antona
- On. Sandro Gozi
- On. Valdo Spini
- On. Pietro Folena
- On. Dario Rivolta
- On. Amalia Schirru
- On. Luciano Violante
- On. Angelo Zucchi
- On. Raffaele Fitto
- On Ermete Realacci
- On. Emanuele Fiano
- On. Enrico Farinone
- On. Roberto Villetti

MIlano: da giudice sanatoria strisciante a clandestini

La decisione di un giudice di Milano avversa all'ordinanza del sindaco Moratti di rendere obbligatoria l'accettazione da parte della scuole materne dei piccoli immigrati irregolari spiana la strada ad una sanatoria strisciante nei confronti di tutti i clandestini presenti sul territorio che abbiano minori in eta' scolare. E’ quanto succederà dopo che il giudice della prima sezione civile di Milano ha accolto il ricorso presentato da una cittadina marocchina contro la circolare comunale. Sono sconcertata e stupita che le tante persone in regola, sia dal punto di vista fiscale che dal punto di vista dei permessi di soggiorno, vengano di fatto equiparati agli irregolari ed ai clandestini.

lunedì 11 febbraio 2008

Sharia britannica.

Penso proprio che i britannici abbiano perso la Trebisonda. Dopo l'annuncio scioccante della possibile introduzione della sharia ai fini di una migliore integrazione, adesso arriva il protocollo restrittivo della liberta' d'espressione per gli atleti che parteciperanno alle Olimpiadi di Pechino. Si va cosi', contro le migliori tradizioni della liberta' d'espressione che e' sempre stato un vanto per l'Inghilterra. La decisione del Comitato olimpico britannico di far firmare agli atleti un contratto nel quale si dice che sui diritti umani non bisogna disturbare il manovratore, ci lascia con l'amaro in bocca.

sabato 9 febbraio 2008

Su Contrada accanimento disumano

Non posso commentare la decisone del Procuratore generale di Caltanissetta, che dice no alla revisione del processo di Bruno Contrada, perche' non conosco le motivazioni. Rimango, invece, sbigottita dal diniego dello stesso Procuratore per il differimento della pena. Ho visitato nuovamente Contrada in carcere e posso testimoniare che mantenerlo in quella condizione, alla sua eta' e con la molteplicita' delle patologie che lo affliggono, e' un vero e proprio accanimento disumano. Ho chiesto un incontro con i Guardasigilli Scotti per perorare la causa di Contrada per motivi umanitario e spero di trovare maggiore disponibilita' rispetto a quanto incredibilmente i magistrati preposti a queste decisioni hanno dimostrato sino ora.

venerdì 8 febbraio 2008

Ebrei: ignobile la lista di proscrizione

La lista di proscrizione di docenti ebrei della Sapienza pubblicata in Internet si accoppia con il tentativo di boicottare il Salone del libro di Torino, reo di aver invitato lo Stato ebraico. I due episodi sono segnali ignobili, forieri di un imbarbarimento della civile convivenza da non sottovalutare. Mi auguro che nei confronti dei criminali autori di questa iniziativa, una volta individuati, scattino i provvedimenti previsti della legge Mancino.

giovedì 7 febbraio 2008

In politica i voti contano.

Mi auguro che il presidente Berlusconi non si faccia incuriosire dalla decisone di Veltroni di correre da solo alle elezioni politiche. Mi sembra tanto una scusa confezionata per ingoiare la pillola della loro quasi certa sconfitta. In democrazia vale la regola che tutti i voti nessun escluso devono essere contati attorno ad un programma comune. Ecco perche' escludere i piccoli e' inutile, antidemocratico e decisamente contrario all'interesse di una nostra vittoria.

lunedì 4 febbraio 2008

Caso Moro: Fanfani mi chiamò per intervento Amnesty

Una cosa che forse non tutti sanno: durante il rapimento Moro, ad un certo momento, venne fuori l'ipotesi che potesse esser d'aiuto Amnesty international, l'associazione che aveva sede a Londra Ricordo che Fanfani mi chiamo' per sapere come ci si poteva mettere in contatto ma purtroppo questa cosa avveniva pochi giorni prima dell'uccisione barbarica di Moro. Durante la tramissione "E la nave va" in onda ieri sera su EcoTv (906Sky), ho così ricostruito il ruolo dell'organizzazione umanitaria durante gli ultimi giorni dello statista . L'ipotesi era quella di far in modo che Amnesty international chiedesse ufficialmente la liberazione di qualche brigatista che non avesse commesso reati di sangue. E in effetti era uscito fuori il nome di una brigatista, di una donna collaterale alle Brigate Rosse che non aveva commesso omicidi. Ma non ci fu tempo per provare questa strada. Il fronte della fermezza era composto da partiti politici: il partito comunista naturalmente che aveva trainato una parte della democrazia cristiana e poi c'erano i giornali cosiddetti d'opinione come il Corriere della Sera e la Repubblica. E isolato all'epoca c'era il partito Socialista di Bettino Craxi. Che, invece, voleva trovare una soluzione adatta a salvare la vita di Aldo Moro: non a caso, infatti, la vedova e i figli sono rimasti molto grati per questo tentativo che non ha avuto successo perche' il fronte della fermezza si mise a tutela di uno 'Stato intransigente'. Un comportamento che porto' alla fine che conosciamo.