Non sorprende la decisione della Corte Costituzionale della Turchia che ha cancellato l'emendamento costituzionale che aboliva il divieto di indossare il velo nelle universita'. Da tempo la societa' civile e' spaccata sul tentativo di riportare le donne turche sotto una specie di tutela collegabile alla tradizione islamica. Mi auguro che questa decisione diventi operativa per impedire che questa grande nazione, che speriamo entri presto in Europa, non faccia passi indietro sotto il profilo dei diritti civili, negli ultimi tempi francamente deludenti.
venerdì 6 giugno 2008
martedì 3 giugno 2008
Iran:serve totale dissenso verso Ahmadinejad
Questa sera in Campidoglio io ci saro' per manifestare il mio sdegno per la presenza a Roma del presidente iraniano Ahmadinejad. L'Italia ha eccellenti relazioni bilaterali con l'Iran, ma considero un imperativo morale dichiarare totale dissenso nei confronti di Ahmadinejad che usa un linguaggio osceno e inaccettabile minacciando l'esistenza stessa di Israele, negando la Shoah, e sfidando il mondo interno con il riarmo nucleare. Mi auguro che siano numerosissimi i parlamentari di ogni gruppo politico al Campidoglio questa sera.
giovedì 29 maggio 2008
Birmania: rivoltanti accuse a Aung San Suu Kyi
Sono rivoltanti le accuse della dittatura militare birmana nei confronti di Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace, agli arresti domiciliari da anni, per altro rinnovati in questi giorni, di fomentare i disordini nel Paese. Si e' dovuto scomodare il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon ad obbligare la feroce giunta militare per fare entrare un minimo di aiuti per lenire le sofferenze di una popolazione allo stremo dopo il cataclisma del 1' maggio. Piu' che lanciare invettive la giunta militare, tutta intera, dovrebbe essere portata di forza dinanzi la Corte penale Internazionale e processata per il reato di tentata strage di massa per avere impedito immediati soccorsi alla poverissima popolazione che vive nel terrore.
mercoledì 28 maggio 2008
Aderisco all'appello de Il Riformista
Aderisco all'iniziativa lanciata dal quotidiano 'Il Riformista' in occasione della prevista visita in Italia del presidente della Repubblica Islamica dell'Iran Ahmadinejad, atteso a Roma tra il 3 e il 5 di giugno per la Conferenza della Fao dedicata alla 'Sicurezza Alimentare'. Aderisco con grande convinzione all'appello lanciato dal Riformista in occasione della visita, in Italia, del Presidente iraniano Ahmadinejad. Il regime iraniano attua quotidianamente le piu' abominevoli violazioni delle liberta' fondamentali dei suoi cittadini, reprime ogni dissenso con lunghi anni di carcere, ha ripristinato la lapidazione e le impiccagioni sulla pubblica piazza e non esita a processare ed a condannare a morte minori ed omosessuali. Per tutto questo a nulla sono valse finora il periodico dialogo tra l'UE e Teheran sulla questione dei diritti umani. Ahmadinejad, inoltre, usa il brutale linguaggio della negazione della Shoa e dell'esistenza dello Stato d'Israele per rafforzarsi all'interno di una dialettica politica che lo vede indebolito a causa la strisciante crisi economica.
Afghanistan: discussione su caveat in parlamento.
Il concetto di flessibilita', per quanto riguarda l'impiego dei nostri militari in Afghanistan, puo' voler dire molte cose. Era ovvio da tempo che i caveat imposti al nostro contingente fossero vissuti con profonda irritazione da parte dei nostri maggiori alleati. Tutto, comunque, dovra' essere discusso nella sede tecnica piu' appropriata, cioe' in sede Nato e a seguire nella sede politica per eccellenza, il Parlamento.
martedì 27 maggio 2008
Birmania: Soliani (Pd) e Boniver (Pdl) aprire nuova fase
La senatrice del Pd Albertina Soliani e l'on. Margherita Boniver (Pdl), promotrici dell'intergruppo parlamentare ''Amici della Birmania'' sostengono la necessita' per quel Paese di ''avviare una nuova fase'' con l'aiuto dell'Europa, dell'Asean e dell'Onu e invitano tute le coscienze libere a reagire contro la decisione della giunta militare di prolungare di altri 12 mesi gli arresti domiciliari di Aung San Suu Kyim, che avrebbe dovuto lasciare gli arresti domiciliari, essendo scaduto il limite massimo di cinque anni previsto dalle stesse leggi birmane. 'La coscienza democratica del mondo, scossa dall'inaccettabile condizione di Aung San Suu Kyi e del popolo birmano, aggravata dal recente devastante ciclone, deve reagire e muoversi con tutti gli strumenti politici a disposizione per la liberazione del Premio Nobel per la Pace, la transizione democratica in Birmania, l'apertura delle frontiere agli aiuti umanitari internazionali''. Soliani e Boniver chiedono al governo italiano di attivarsi in tutte le sedi per l'immediato rilascio della leader dell'opposizione e la ulteriore apertura dei canali per gli aiuti umanitari.
lunedì 26 maggio 2008
Afghanistan:togliere caveat a regole d'ingaggio
Bene hanno fatto i ministri Frattini e La Russa a dichiararsi disponibili per togliere quei famosi 'caveat' alle regole d'ingaggio per i nostri militari in Afghanistan, che tanto irritano la Nato. Per la verita' l'Italia non e' sola a porre dei limiti al dislocamento geografico dei propri soldati: fanno cosi' anche Germania e Spagna. L'annuncio fatto dai nostri ministri e' di sostanza e fa prevedere un allineamento piu' consono alla grande professionalita' del nostro contingente con quello delle truppe britanniche e canadesi. Una decisione simile dovra' integrarsi con gli sforzi rinnovati di ricostruzione di un Paese ancora molto fragile, che saranno messe a punto nel prosieguo del combact per l'Afghanistan che si svolgera' a meta' giugno a Parigi, dove l'Italia avra' ancora una posizione preminente.
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