Ho ascoltato il discorso del giovane ferrarese sul web è mi ha colpito quella parte in cui dice che non può lasciare il partito nelle mani di chi c'era prima. Un misto: fra l'orgoglio democristiano ma anche, per usare una espressione veltroniana, una velata minaccia. Insomma bisognerebbe capire se si riferisce a Veltroni o alla lunga serie di segretari politici che sono stati alla guida dei Ds, del Pd prima e del Pci ancora prima. Dove vuole arrivare con i predecessori? Forse Franceschini vuole cancellare le esperienze di uomini come Berlinguer e Togliatti. Non mi si venga a dire che il Pd ha avuto solo Veltroni perché si genera confusione e si cancella la tradizione che li ha preceduti. Il Pd è stato una felice intuizione ma ha avuto una parabola discendente rapidissima. Non hanno mai puntato sulla opzione riformista, come avviene nel resto dell'Europa, e si sono consegnati con mani e piedi legati nelle braccia di Antonio di Pietro. I motivi sono noti: l'ex pm di Milano è la loro fonte battesimale avendoli salvati da qualsiasi vicenda che potesse scalfire l'immagine. Non si sono mai finanziati con le salamelle vendute alle feste dell'Unità ma con altre scelte. Oggi la loro fonte battesimale ha cambiato cifra. Di Pietro può diventare la nemesi del Partito Democratico, visto che ha rubato un bel po' di voti alle elezioni europee al partito di Franceschini.
giovedì 25 giugno 2009
mercoledì 24 giugno 2009
Iran: appello bipartisan per stop violenze contro manifestanti
"Il governo italiano deve trasmettere alle autorita' iraniane la ferma condanna della violenza in atto contro i manifestanti e deve agire in tutte le sedi europee e internazionali a sostegno della liberta' e dei diritti del popolo iraniano''. E' quanto si legge in un appello proposto dal capogruppo dei Democratici in commissione Esteri, Alessandro Maran, e firmato da deputati di entrambi gli schieramenti politici tra i quali Fabrizio Cicchitto, Valter Veltroni, Roberto Cota, Lapo Pistelli, Pierferdinando Casini, Piero Fassino, Margherita Boniver, Beppe Giulietti, Enrico Letta, Antonello Soro, Arturo Parisi, Carmelo Briguglio, Italo Bocchino, Federica Mogherini e Massimo Donadi. I firmatari chiedono inoltre la liberazione di tutte le persone fermate in questi giorni e, in particolare, la riammissione nel paese della stampa internazionale per garantire una libera e completa informazione.
martedì 23 giugno 2009
Rai: MInzolini inquisito perchè non in linea.
Puntuale come la morte, dopo che era uscita la protesta de 'La Repubblica', il Presidente della Rai, Garimberti ha convocato il direttore del TG1 perche' il suo giornale non da' abbastanza spazio alla spazzatura su Berlusconi riguardo l'inchiesta di Bari. Esattamente come avviene in Iran anche in Italia alcuni giornalisti vengono 'inquisiti' perche' fuori linea con il regime di Largo Fochetti.Non fosse questa la notizia tragica sarebbe semplicemente ridicola la notizia del giorno riportata dai piu' autorevoli organi di stampa nazionali sono le foto di due giovani donne in un bagno con in mano un oggetto molto peccaminoso: un asciugacapelli. Viva l'Italia.
lunedì 22 giugno 2009
L'attacco a Berlusconi continuerà, ma lui è saldo.
La Tempesta mediatico sessuale scatenata contro Berlusconi per screditarlo in base a quanto già avvenuto in Italia, pensiamo che durerà ancora. Nonostante questo il presidente Berlusconi non rischia di perdere popolarità avendo ottenuto un plebiscito esattamente un anno fa. Come ha detto chiudendo la campagna elettorale a Milano, così come è riuscito a risolvere il problema dell'immondizia dalle strade di Napoli, di sicuro riuscirà a porre fine a questa montagna di spazzatura giornalistica. Siamo rassicurati dalla reazione furibonda di tanti nostri elettori molto indignati contro questa campagna denigratoria, che ci dicono di andare avanti occupandoci dei problemi degli italiani.
domenica 21 giugno 2009
Iran: comunità internazionale non può ancora tacere
E' uno spettacolo terribile quello che si vede nelle strade di Teheran e in quelle delle grandi citta' iraniane con le imponenti manifestazioni di migliaia di persone che gridano morte al dittatore e viva la liberta'. Forse non sapremo mai quanti sono i morti, vittime della violenza dei Pasdaran. La comunita' internazionale ovviamente non puo' intervenire, ma se ci fosse un’altra Tiananmen non sarebbe proprio possibile continuare a tacere.
Commissione Affari Esteri - Esame risoluzione sui diritti Umanai in Birmania
Giovedi' 25 giugno, si svolgera' l'esame della risoluzione 7-00183 Boniver, situazione dei diritti umani in Birmania.
venerdì 19 giugno 2009
UE: no a Mauro da una sinistra faziosa.
La sinistra e' ai materassi: non soltanto spera di avvantaggiarsi con le confessioni della D'Addario, di certo pilotate, ma votera', con un impeto di faziosita' estrema, contro gli interessi del Paese, pur di non avere Mario Mauro come presidente del Parlamento europeo.
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