giovedì 31 marzo 2011

Non servono mance ma solidarietà tra nazioni

Se c'e' una prova provata che l'Unione europea e' praticamente assente per quello che riguarda l'emergenza immigrazione e' lo scarno comunicato della Commissione europea di ieri che dice che l'enorme afflusso di migranti tunisini a Lampedusa e' un problema solo italiano. In mancanza di una normativa europea comune sull'immigrazione diventa sempre piu' macroscopica l'assenza di una solidarieta' tra Nazioni che possa far condividere l'onere e l'assistenza a queste persone su tutto il territorio dell'Unione. Anche l'annuncio di uno stanziamento a favore dell'Italia per l'emergenza immigrazione e' poco piu' che una mancia per quello che riguarda i costi finanziari ed organizzativi ingenti che l'Italia da sola e' chiamata ad assicurare.

lunedì 28 marzo 2011

Boniver ad Agorà

Domani 29 marzo dalle ore 9 alle 10,30 Margherita Boniver sarà ospite di Agorà - Rai tre condotta da Andrea Vianello. Si parlerà di Nord Africa.

Imperativo proteggere Lampedusa

'L'imperativo e' proteggere Lampedusa da ulteriori numerosi arrivi di clandestini e profughi. A nulla servono le urla del Presidente della regione Sicilia, Lombardo, ma caso mai la fattiva e piena collaborazione con i volontari e le Forze dell'ordine al lavoro 24 ore al giorno. Di certo alla regione Sicilia non mancano i mezzi e le capacita' organizzative.

venerdì 25 marzo 2011

Antisolidali le proteste dei sindaci a Mineo

A Mineo ''emergenza sembra sommarsi ad emergenza'' e il comportamento dei sindaci e amministratori locali che oggi hanno creato un cordone davanti alla struttura di accoglienza per non fare entrare gli autobus con a bordo gli immigrati sbarcati dalla 'San Marco' ''oltre che andare contro ogni norma, va contro lo spirito di solidarieta. La priorita' resta quella di evacuare i migranti dall'isola di Lapedusa. Stiamo parlando non di criminali ma di immigrati irregolari provenienti dalla Tunisia che, come tali, andranno rimpatriati. Il problema e' che queste persone non possono restare a Lampedusa un minuto di piu' perche' l'isola e' al collasso. La protesta dei sindaci fuori da Centro di Mineo non tiene conto della straordinarieta' della situazione che, solo per questo, imporrebbe un ben diverso comportamento da chi, soprattutto, ricopre ruoli istituzionali.

mercoledì 23 marzo 2011

Impedire collasso di Lampedusa

L'emergenza Lampedusa impone di continuare nell'opera di evacuazione degli immigrati provenienti dalla Tunisia verso altre località in Italia. Lampedusa non deve pagare la sua vicinanza geografica, sarebbe utile l'apertura di una vera e propria corsia preferenziale per impedire che l'Isola arrivi a collasso. Il piano del Governo ` molto buono ma dovrebbe essere se possibile potenziato ulteriormente. E' ovvio che la difficile situazione in Tunisia e in tutto il Maghreb fa prevedere la continuazione degli arrivi di immigrati clandestini. Una volta portati fuori da Lampedusa bisogna procedere oltre cheall'identificazione anche a mettere in moto quelle procedure per il loro rimpatrio che si erano interrotti per vie dei moti della rivoluzione dei gelsomini. 'Mi auguro che il ministro Maroni possa riannodare i fili della cooperazione tra Italia e Tunisia che riguardamolti argomenti incluso la possibilità dei rimpatri.

Margherita Boniver a Mixer

Questa sera alle 21 Margherita Boniver sarà ospite alla trasmissione della 7 Mixer che svolgerà il tema la Libia

Un amico mi invia la sua opinione sulla guerra a Gheddafi

La guerra contro Gheddafi è un errore marchiano: pesante petro-colonialismo europeo
di Lorenzo Matteoli - 22 Marzo 2011
Gli incidenti a Bengasi e Tripoli sono stati provocati dai servizi inglesi e francesi (colti sul fatto) che hanno trovato, arruolato, armato e istruito i soggetti islamo-libici disponibili perché Francia e Inghilterra hanno interesse a mettere le mani sul petrolio e sul gas naturale Libico e a buttare fuori l’Italia da quella regione. L’Italia, che aveva firmato accordi e trattati con Gheddafi, aveva tutte le ragioni per rimanere fuori dalla bagarre (come ha fatto la Germania con molte meno ragioni di quelle italiane) e per insistere con fermezza su una soluzione diplomatica della crisi. Tutta la dinamica ricorda le modalità con le quali le potenze europee alla fine dell’800 e all’inizio del 900 crearono i presupposti per la colonializzazione del Nord Africa.
Gheddafi sarà uno strampalato personaggio al limite del caso mentale, ma le “prove” del suo regime sanguinario sono inesistenti e non c’è nessuna garanzia che la guerra civile in atto metta al potere una classe dirigente “democratica”: un concetto politico e una modalità di pensiero affatto aliena alla cultura islamica come provano 15 secoli di storia e i regimi in Iran, Siria, Sudan, Palestina, Iraq (anche attuale) e nelle varie “repubbliche” centro asiatiche.
Berlusconi e Frattini si sono lasciati trascinare nella vergognosa iniziativa dalla sudditanza nei confronti di Sarkozy e dell’Inghilterra e hanno subìto, per debolezza politica, la pressione della sinistra europea e italiana, demagogicamente allineata con una parte dell’Islam per confuse e settarie motivazioni ideologiche (perché non nel Sudan? perché non nello Yemen? perché non nel Bahrein? Risposta: perché Gheddafi è il maiale più facile da far fuori, almeno si spera). Tutta la informazione che avremo, sul conflitto e sulle condizioni interne della Libia, d’ora in poi saranno “drogate” politicamente e assolutamente inattendibili, di qualunque provenienza siano: Al Jazeera, CNN, BBC…whatever.